Che cos’è l’amore? Il silenzio di una paziente e tutte le risposte possibili

3 minuti

di Giacomo Morelli

Una foglia tenuta in mano, attraversata dalla luce del sole

Proprio l’altro giorno ho domandato ad una mia paziente cosa fosse per lei l’amore: la sua risposta è stata il silenzio più assoluto. Rimaniamo in silenzio perché riteniamo l’argomento troppo complesso, in attesa di semplificazione, oppure stiamo diventando sempre più indifferenti verso qualsiasi suo significato? Come sempre, ogni domanda rivolta ai nostri pazienti, è un interrogativo sottoposto anche a noi stessi.

Amore è vicinanza, impeto, groviglio di emozioni. Amore è allora gioia, entusiasmo, felicità, ma è anche rabbia, tristezza, paura. Dove c’è emozione, di qualsiasi tipo, c’è amore. Perché amore è tenerci, rimanerci male, pensarci, a volte anche struggersi. Amore è prendersi, stringersi, accarezzarsi. Guardare occhi in cui mi sto tuffando senza preoccuparmi in quale galassia io stia entrando. Amore è capacità di perdersi senza avere paura di farlo, godere nel fare un tragitto sconosciuto, lasciarsi prendere, sballottare, guidare.

Amore è tante forme: è amicizia, è fratellanza, è famiglia. È dare vita dove non c’è, è riaccendere occhi senza speranza, è stringere calorosamente una mano, è veder piangere e non rimanere indifferenti, è coccolare, è cucinare per qualcuno, è dare un bacio o sussurrare qualcosa ad una persona mentre dorme. Amore è guardare qualcuno mentre non se ne accorge, amore è non farsi vedere ma esistere, amore è voce bassa, calore e dolcezza, è animosità, ruvidezza, protezione.

Amore è sedersi accanto al proprio figlio sul letto e domandare, curiosare e rispettare spazi. È interessarsi, ma far giocare la partita della vita senza interferire troppo. Amore è piangere, da soli o insieme. È dirsi qualcosa o non dirsi niente. Amore è chiedere aiuto, non solo darlo, c’è amore in tutti i ruoli complementari. Amore è amare, ma anche sentirsi amati. E metterlo per iscritto, cantarlo o recitarlo. Amore è trasmettere la propria passione, insegnarla, viverla. Amore è una vocina della mamma che crede che tu abbia ancora 6 anni.

Amore per me è il rosso del sole che cala, è il profumo di una persona a cui voglio bene, è una distesa d’erba in collina, è passeggiare al parco tra un paziente ed un altro, è immaginare storie guardandomi intorno e scavare occhi per costruire vite, è sorridere a qualcuno, è toccare una foglia e pensare a mia nonna. Amore è il rumore della pioggia mentre sei a letto, è la neve per un bambino in strada. Amore è allungare e accorciare e semplificare, è aggiungere e togliere. Amore è creare e avere coraggio, amore è ammettere di avere paura, amore è spendersi per qualsiasi vita bussi alla tua porta. Amore è veder morire e non rassegnarsi. Amore è prendersi un rischio per toccare lidi più alti. Amore è verso se stessi e verso gli altri.

Ieri un mio paziente mi ha fatto riflettere con una frase apparentemente semplice: «Il cambiamento non è sempre essere qualcosa di diverso, è non nascondere quello che si è sempre stati». Amore allora è riscoprirsi, ridefinirsi e non avere paura di essere. Amore a volte è non capire e intestardirsi. Amore è perseverare e lasciar andare, è accelerare e rallentare.

Amore è tante cose che non ho detto, aggiungetele voi.

Vedo ogni giorno giovani pazienti che lottano con un mondo interiore che non è sostenuto dal mondo esterno, sempre più dissuasivo verso qualsiasi forma di fragilità. Io sono in trincea con loro. Amore è tutto questo, e se ci ostiniamo a volerlo racchiudere in qualcosa di più semplice, siamo destinati a rimanere in silenzio.

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Giacomo Morelli

Giacomo Morelli

Psicologo e psicoterapeuta sistemico

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